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Editoria


"VEDO BUIO"
Alberto Patrucco
“Si pensava che dalla Prima alla Seconda Repubblica le cose sarebbero migliorate, mentre al contrario stiamo rinculando. Siamo passati dalla prima alla seconda, ma dev’essere entrata la retro. ‘Sta seconda proprio non entra…”Intelligente, sarcastico, mai banale, Alberto Patrucco si è ricavato un posto speciale nell’umorismo contemporaneo, quello del pessimismo comico.
Vede buio, Patrucco, e c’è di che dargli ragione: cos’altro si può fare al cospetto dei furbetti del quartierino e dei boiardi di Stato che li manovrano comodamente seduti fra gli arazzi dei palazzi delle Istituzioni?
Di leggi che anziché risolvere i problemi li spostano: “stiamo riversando sulle strade tutti i nostri vizi: puttane in strada; fumatori in strada…”
Cosa si può pensare, in tempi di globalizzazione, di coloro che vogliono i cartelli di benvenuto nel Comune di Abbiategrasso in dialetto padano? Insomma, se Roma è ladrona, la Lombardia un po’ pirla.

Ma non è solo la politica a scatenare la penna di Patrucco. Lui vede buio per chi si indigna per la “strage” di embrioni e non fa una piega sulla strage di persone in Iraq, per coloro che comprano automobili grandi come Yacht per andare a comprare la frutta sotto casa o per le autostrade che distraggono gli automobilisti con una segnaletica demenziale, probabile causa di un incidente su cinque.
Dalle tavole dei cabaret a quelli televisivi di Colorado Café, Alberto Patrucco continua a eccellere nell’arte del monologo che sa abbinare la risata alla riflessione.

In Vedo buio, primo manifesto del pessimismo comico, sono raccolte le sue riflessioni sulla società italiana, a partire dalla politica e dagli ultimi scandali che la stanno attraversando, per spaziare nei vizi e vizietti del suo popolo. Un libro vero, che fa divertire e pensare.

Alberto Patrucco (1957, Carate Brianza) è stato protagonista di Zelig e adesso è il monologhista di punta di Colorado Café. Con Mondadori ha pubblicato Tempi bastardi (2003).
Mondadori
Pagine 176



"TEMPI BASTARDI"
Alberto Patrucco
Il libro: 'Fermate il treno, perché io voglio scendere...' e siccome il treno della realtà non si lascia fermare, almeno impariamo a ironizzare sui capi-stazione. Questo potrebbe essere il motto di Alberto Patrucco, il comico di Zelig dai 'pensieri contromano': le bombe intelligenti ('sì, ma che differenza fa se poi me le tira un pirla?'), le guerre preventive ('Bombardare per la pace è come trombare per la verginità'), i potenti ('Bush, questo texano con l'elettroencefalogramma concavo') ma anche gli inutili: Sgarbi ('....quest'uomo con il cervello perennemente in erezione'), i Milingo ('...ha sentito la voce di Dio e si è fatto prete; ha sentito la voce del diavolo e si è fatto esorcista; ha sentito la voce del belino e si è fatto la coreana'), le Wanne Marchi ('Wanna Marchi sta all'onestà come Bossi alla sintassi'), le calendariate ('...Pare quasi che più han trombato per cercarsi un lavoro, meno trombano quando ce l'hanno') e tutti gli altri.
Ma i 'pensieri contromano' di Alberto Patrucco parlano anche di tecnologia ('Millennium bug? Sembrava che si dovesse andare tutti a puttane. Per me, ero pronto: ne avevo già prenotate un paio'), di salute e di mucche pazze ('Nata a Cernobyl. Allevata a Mururoa. Macellata a Caorso'). Il libro di Alberto Patrucco di tutto questo parla e anche del resto, dei disastri che, alla faccia delle nostre speranze, hanno fatto armi e bagagli per trasferirsi dal vecchio millennio a quello nuovo. Perchè in questi tempi davvero bastardi, l'unica arma è provare a riderci sopra.

L'autore: Alberto Patrucco (classe 1957) è un comico che viene dalla gavetta del palco: niente fronzoli né travestimenti, soltanto il suo linguaggio e la sua capacità di leggere tra le righe della realtà quotidiana. La satira e l'umorismo di Patrucco scavano con finezza nelle cose, nelle debolezze, nelle pose e nei comportamenti umani, con distaccato buonumore e con un pizzico di cattiveria. Il suo repertorio spazia dal costume alla politica, dalle mode ai personaggi che contano. La sua storia televisiva parte da Zelig (nell'edizione del 2000) per tornare a Zelig (edizione Zelig Circus e Zelig Officina nel 2003), passando attraverso un'esperienza di editorialista comico accanto a Gianfranco Funari per tutto il 2002 (Odeon TV).

Disegni di Vauro Sanesi.
Vauro Sanesi (Pistoia 1955) è stato allievo di Pino Zac con cui nel 1977 ha fondato "il Male". La sua penna ha lasciato il segno su importanti testate nazionali ed estere. Giornalista professionista, è editorialista del "Manifesto".
Collana: B.U.M.
Pagine: 176

...” personalissima strategia
discorsiva ” ...
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