vedo-buio“Vedo buio!”

Manifesto del pessimismo cosmico

di Alberto Patrucco

MONDADORI EDITORE

“Si pensava che dalla Prima alla Seconda Repubblica le cose sarebbero migliorate, mentre al contrario stiamo rinculando. Siamo passati dalla prima alla seconda, ma dev’essere entrata la retro. ‘Sta seconda proprio non entra…” Intelligente, sarcastico, mai banale, Alberto Patrucco si è ricavato un posto speciale nell’umorismo contemporaneo, quello del pessimismo comico. Vede buio, Patrucco, e c’è di che dargli ragione: cos’altro si può fare al cospetto dei furbetti del quartierino e dei boiardi di Stato che li manovrano comodamente seduti fra gli arazzi dei palazzi delle Istituzioni? Di leggi che anziché risolvere i problemi li spostano: “stiamo riversando sulle strade tutti i nostri vizi: puttane in strada; fumatori in strada…” Cosa si può pensare, in tempi di globalizzazione, di coloro che vogliono i cartelli di benvenuto nel Comune di Abbiategrasso in dialetto padano? Insomma, se Roma è ladrona, la Lombardia un po’ pirla.

Ma non è solo la politica a scatenare la penna di Patrucco. Lui vede buio per chi si indigna per la “strage” di embrioni e non fa una piega sulla strage di persone in Iraq, per coloro che comprano automobili grandi come Yacht per andare a comprare la frutta sotto casa o per le autostrade che distraggono gli automobilisti con una segnaletica demenziale, probabile causa di un incidente su cinque. Dalle tavole dei cabaret a quelli televisivi di Colorado Café, Alberto Patrucco continua a eccellere nell’arte del monologo che sa abbinare la risata alla riflessione. In Vedo buio, primo manifesto del pessimismo comico, sono raccolte le sue riflessioni sulla società italiana, a partire dalla politica e dagli ultimi scandali che la stanno attraversando, per spaziare nei vizi e vizietti del suo popolo. Un libro vero, che fa divertire e pensare.